//23 - 06 - 2016 //
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La felicità, all’improvviso (e ti spiego cos’è un Arraial)

Foto di un arraial a Faro

Dietro casa. L’altra sera. In una vietta. Un arraial. Che potremmo tradurre con sagra, festa di paese.

La via che è un serpente e biscia via, le decorazioni appese al cielo, le sardine grigliate, i tavoli scompagnati, non uguali.

La carne delle persone, le nonne con le gambie gonfie che se ne stanno sedute sulla porta di casa. Tu che sei uscito di casa.

E mentre Danza Coduro suona nell’aria, mentre tu sei lì, per davvero se lì, mentre le persone fanno il trenino, mentre tu fai il trenino, mentre pensi che davvero il futuro è lì, che mancano 3 mesi e Faro scompirà…

Tu sorridi. Ma non hai illuminazioni.

Hai solo la tua conoscenza del portoghese, hai solo che sei ancora qui, che se pensi a mesi fa, tu sei ancora qui.

Gli errori fatti li conti come conti le stelle da quel terrazzo, gli obiettivi che ti eri prefissato – non c’avevi più pensato – gli hai quasi raggiunti tutti.

E quelli che non hai raggiunto, non li hai raggiunti perché non erano quelli giusti. Giusti per te.

Te che perdi sempre. Te che mandi a fare in culo.
Te che scegli spiriti guida fuori dal tempo ma dentro al cuore. Te che desideri libertà grandi come le acque dell’oceano.

Te che guardi il mondo con innocenza e scappi in bici con astuzia.

Te che sei una foto sgranata ma che fa tanto ridere, che fai tanto dire Che mascherina.

Te che da quando dice la verità a te stesso, tu sorridi.

Ci sono voluti 9 mesi ma finalmente tu sorridi.

Livia Turco