//12 - 05 - 2016 //
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Le 5 cose che ho imparato facendo volontariato

Vista della Ria Formosa

Non sembra vero ma sono ormai quasi 8 mesi che faccio volontariato in Portogallo: ho curato la grafica di tanti volantini, ho distribuito preservativi gratuiti a studenti e a prostitute e ho preso appuntamento a chi voleva fare il test rapido HIV.

Insomma, qualcosa sul volontariato penso di poterla dire. Qua è dove ti racconto le 5 cose che ho imparato.

  1. Non sei tu, non solo io. Non solo loro. Siamo tutti.

    Quando si fa volontariato in situazioni vulnerabili (tipo che l’altro ieri eravamo in un quartiere popolare a dare preservativi e di fronte a noi c’era un condominio con dei tizi davanti alla porta: controllavano il traffico di persone che andava e veniva per comprare la droga) c’è sempre il rischio di dividere il mondo in due: noi buoni, quegl’altri cattivi. Loro sono nella merda. Noi li salviamo.

    E’ necessario un continuo lavoro su se stessi per rendersi conto che nella merda ci siamo tutti. Se io non sono su quella porta a vigilare i tossici che entrano ed escono, non è perché sono bravo e bello ma è perché ho avuto la grande botta di culo di nascere nella borghese Brescia.

    Questo mi rende migliore di loro?

  2. Siamo solo errori. Accettiamolo. E iniziamo a perdonarci.

  3. Fare volontariato ti espone alle persone: ai loro difetti, al marcio che hanno dentro e che vivono, tutti i giorni. E più vedi lo schifo altrui, più ti rendi conto del tuo di schifo.
    Succede che quando qualcuno ti ferisce, tu soffri ma soffri soprattutto perché il male che fanno a te, ti ricorda il male che tu fai agl’altri. E prima accetti che pure tu sei un pezzo di merda, prima riuscirai a sopportare i pezzi di merda che incontrerai. Eccome se ne incontrerai.

    E prima accetti la tua merda, prima impara a perdonarti per la merda che addosso ti fai.

  4. Non ci sono soluzioni. Solo azioni.

    Fare volontariato ti sbatte davanti agl’occhi che il Paradiso non esiste. Che le soluzioni facili le dicono i politici, ma non sono realizzabili. Che è tutto più complesso di come ci viene raccontato. Che forse la pace nel mondo mica la raggiungeremo mai, ma fare le cose, rispondere al telefono, accogliere una sex workers, chiederle di quanti preservativi ha bisogno. Sono piccole azioni, pensi che forse non contano, però le fai. Perché sai che è giusto così.

  5. Esserci. Anche se fa male.

  6. E allora il compito di un volontario – e di tutte le associazioni che si occupano del sociale – è quello di essere presenti sul territorio, fisicamente proprio. Esserci, stare all’ingresso di una grande festa universitaria, preservativi in mano, distribuirli, farsi conoscere dalle persone e alcune ti schifano, altre mica capiscano. Tu però ci sei. E nessuno ti potrà mai schiodare da lì.

  7. Sii prudente come i serpenti e semplice come le colombe

    E’ una citazione del Vangelo di Matteo (10, 16), mica Coelho.
    E il suo significato è bellissimo. Io l’ho capito così: prima di agire, studia bene la situazione in cui ti trovi. Non essere ingenuo, ma conserva sempre la purezza dei tuoi intenti.

    Ed è questo il difficile. E questo è tutto quello che non ho imparato ma sto provando ad imparare, guardando un orizzonte che un po’ il respiro te lo fa perdere.