//08 - 01 - 2016 //
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Perché dovresti iscriverti a una newsletter (invece di mettere mi piace su Facebook)

Facebook e newsletter

Era da un po’ che ci pensavo. E finalmente ho trovato qualcuno che la pensa come me: le newsletter sono meglio di Facebook.

Stamattina Dario Pagnoni ha, infatti, twittato questo post: Why newsletters are the future of online media. Ti cito le righe che mi hanno colpito di più:

That email newsletters are an alternative to Facebook is actually one of the reasons why they’ve become so popular among news organizations. As Facebook becomes the primary mediator between online publishers and their readers, there’s an incentive for those organizations to find other avenues to push out their content. If Mark Zuckerberg decides one day that, instead of having articles appear in Facebook users’ news feeds the only thing they see will be pictures of people they went to high school with, it might be good for companies whose livelihoods are tied to those clicks to have a back-up plan.

E hanno dannatamente ragione. Quanti post ci siamo persi perché l’algoritmo di Facebook tende a mostrarci solo i contenuti con i quali interagiamo di più [che in genere riguardano le (inutili?) vite dei nostri (non?) amici]?

Amo le newsletter perché


newsletter

Un blogger dovrebbe usare la newsletter perché

  • C’è chi sostiene che con la newsletter si possano guadagnare 16mila euro in una settimana. Io per correttezza l’articolo di Dario Vignali te lo linko volentieri: lui è sicuramente più competente di me, che sono uno che s’infila ancora le dita nel naso. Ma a me ‘sti roboanti titoli puzzano di piazzista di provincia in una triste televisione locale. Non tanto perché parlano di soldi (tipo che anche Gioia Gottini – la cui newsletter è sempre carinissima – parla di soldi, ma lo fa con tutt’altro stile), ma perché quel parlare di soldi mi ricorda le zinne della colonna destra di Repubblica. E ho detto tutto.
  • Facebook è per spiare, la newsletter per imparare

    Non so se si è capito, ma a me Facebook proprio non piace. Però lo uso: lo so per soddisfare quella portinaia impicciona che si nasconde dentro le mie t-shirt.
    Ma il vero me, quello che vuole leggere belle cose, non omologate, che è curioso e gli piace imparare, non lo trova utile.
    Digressione: per sapere come stanno le persone alle quali vogliamo bene, abbiamo davvero bisogno di Facebook? Se vivono vicine no, perché ce lo possono raccontare di persona. Se vivono lontane, basta Skype o un qualunque altro sistema di messaggistica.

    Attenzione: non sto dicendo che ogni azienda e/o blogger debba abbandona Facebook. Figurati: lì dentro c’è il mondo intero. Se googlate, troverete miliardi di post che vi insegneranno come avere una fanpage di successo. Digressione numero due: perché successo fa rima con sul cesso? Sto solo dicendo che ‘sta ossessione per Facebook è esagerata. Io la butto lì: a volte, per certi business, potrebbe bastare una semplice, piccola, umile, scritta bene, newsletter.